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CORONAVIRUS Covid, circolare ministero Salute su test antigenici rapidi

CORONAVIRUS Covid, circolare ministero Salute su test antigenici rapidi

09 Gennaio 2021
Firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, la circolare "Aggiornamento della definizione di caso COVID-19 e strategie di testing" che sottolinea come i test antigenici di ultima generazione "sembrino mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR " (test molecolari) specie se utilizzati entro la prima settimana di infezione, e sulla base dei dati al momento disponibili risultano essere una valida alternativa alla RT-PCR.
Qualora le condizioni cliniche del paziente mostrino delle discordanze con il test di ultima generazione la RT-PCR rimane comunque il gold standard per la conferma di Covid-19". La circolare sottolinea che "qualora sia necessario adottare con estrema rapidità misure di sanità pubblica può essere considerato l'uso dei test antigenici rapidi in individui con sintomi compatibili con COVID-19 nei seguenti contesti: situazioni ad alta prevalenza, per testare i casi possibili/probabili; focolai confermati tramite RT-PCR, per testare i contatti sintomatici, facilitare l'individuazione precoce di ulteriori casi nell'ambito del tracciamento dei contatti e dell'indagine sui focolai; comunità chiuse (carceri, centri di accoglienza, etc.) ed ambienti di lavoro per testare le persone sintomatiche quando sia già stato confermato un caso con RT-PCR; in contesti sanitari e socioassistenziali/sociosanitari, o per il triage di pazienti/residenti sintomatici al momento dell'accesso alla struttura o per la diagnosi precoce in operatori sintomatici".
"I tempi di lettura dell'esame sono brevi, ma la sensibilità e specificità dei test di prima e seconda generazione tendono ad essere inferiori a quelli del test molecolare e variano sensibilmente in funzione del momento di prelievo del campione - chiarisce la circolare -. Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in RT-PCR non siano disponibile, o i tempi di risposta siano eccessivi, precludendone l'utilità clinica e/o di salute pubblica, si raccomanda il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano i seguenti requisiti minimi di performance: =80% di sensibilità e =97% di specificità". "Il test antigenico rapido (preferibilmente test antigenici a lettura fluorescente o ancor meglio test basati su immunofluorescenza con lettura in microfluidica) va eseguito il più presto possibile e in ogni caso entro cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi. In caso di eventuale risultato negativo il test deve essere ripetuto con metodica RT-PCR o con un secondo test antigenico rapido a distanza di 2-4 giorni. Anche a seguito di un primo risultato negativo e in attesa del secondo test, restano tuttavia valide le misure previste per la durata ed il termine dell'isolamento e della quarantena".

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Azienda dona mascherine e 1000 tamponi rapidi al Comune di Molfetta

10 Dicembre 2020

Giovedì 10, alle ore 10, nella sede comunale di Lama Scotella, nel corso di una breve cerimonia, i rappresentanti della ditta Consfru, produttrice di mascherine chirurgiche certificate, con il marchio Sicura, e distributrice di dispositivi medici doneranno al Comune, 10mila mascherine chirurgiche (6.000 per adulto, 2.000 per bambina e 2.000 per bambino) e 1.000 tamponi rapidi. Interverranno il consigliere comunale delegato all'emergenza Covid, Pasquale Mancini, l'assessore all'igiene, vice presidente nazionale della Rete italiana Città Sane Oms, Ottavio Balducci, e l'assessore alla protezione civile e sicurezza, Antonio Ancona. Nel corso dell'incontro, aperto alla stampa, tra le altre cose, saranno anche illustrate le modalità di distribuzione delle mascherine.

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Come si indossa correttamente la mascherina?

08 Settembre 2020

La mascherina chirurgica è uno strumento fondamentale per il contenimento e la prevenzione dei contagi da Coronavirus, virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con persone che hanno contratto il Covid-19. Nei prossimi mesi, o probabilmente anni, la mascherina farà parte della nostra quotidianità ed è importante imparare ad usarla correttamente. Ricordiamo che la mascherina non garantisce al 100% l’incolumità di chi la indossa ma, affinché sia efficace, è importare che venga indossata correttamente per proteggere chi ci circonda: la semplice mascherina ha infatti l’obiettivo di trattenere le goccioline di saliva che veicolano il virus ed indispensabile che venga indossata da tutti.   PERCHÉ SI INDOSSA LA MASCHERINA CHIRURGICA L’utilizzo della mascherina è raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ed il Ministero della Salute al fine di limitare la diffusione del virus. Chiaramente il solo utilizzo della mascherina non è sufficiente a contrastare la diffusione del coronavirus ed importante rispettare le regole generali raccomandate: - Mantenere la distanza di sicurezza tra le persone di almeno 1 metro, sia all'aperto sia in ambienti chiusi; - Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone e/o utilizzare il disinfettante per le mani a base alcolica. Una mascherina facciale rappresenta una barriera meccanica che ha lo scopo di ridurre il rischio di contagio tramite le goccioline (Droplets) emesse naturalmente nell’atto di parlare, tossire o starnutire e che possono trasmettere il virus   COME SI INDOSSA LA MASCHERINA FACCIALE Secondo le linee guida riportare dalla rivista JAMA (Journal of American Medical Association) prima di indossare la mascherina è innanzitutto necessario igienizzare bene le mani con acqua e sapone (lavando accuratamente per almeno 20 secondi) o igienizzando le stesse con un disinfettante a base alcolica (formulato con il 70% di alcol). Nell'atto di indossare la mascherina il soggetto dovrà toccare solo gli elastici e, una volta portata sul viso, dovrà far aderire la stessa al naso mediante il nasello metallico. Il lato colorato dovrà essere rivolto verso l’esterno. É fondamentale che la mascherina non presenti lacerazioni o fori. Una volta indossata e fissata sul viso, coprendo la zona dal naso al mento, la mascherina non dovrà più essere toccata. Prima di rimuovere la mascherina il soggetto dovrà nuovamente igienizzare le mani e rimuovere la mascherina entrando rimuovendo gli elastici. Dopo la rimozione la mascherina monouso dovrà essere smaltita in un contenitore di rifiuti indifferenziati.   SCEGLI UNA MASCHERINA CHIRURGICA SICURA Mascherina Sicura è prodotta da Confru S.r.l., azienda Italiana specializzata nella produzione di mascherine chirurgiche di elevata qualità e sicurezza.  Le mascherina chirurgiche Sicura sono prodotte in Italia. Il dispositivo è monouso tre strati a fascia con elastici auricolari, non sterile, in tessuto non tessuto TNT trilaminato in polipropilene con rifiniture termosaldate e privo di fibre di vetro. Mascherina Sicura è un prodotto marcato CE secondo la Direttiva 93/42/CEE relativa ai dispositivi medici. Prodotto conforme agli standard UNI EN 14683:2019 e UNI EN ISO 10993-1:2010.  Confru S.r.l. è un'azienda certificata UNI ISO 9001:2015.   ACQUISTA ORA LA TUA MASCHERINA SICURA  

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Mascherina a Scuola, gli Esperti Raccomandano la Chirurgica

28 Settembre 2020

Ormai in quasi tutta Italia bambini, ragazzi e professori sono tornati in classe. Tuttavia, a causa dei rischi legati alla pandemia di Covid-19, sarà obbligatorio che si seguano le linee guide del MIUR e del Comitato Tecnico Scientifico.    Scopriamo quindi quali sono le norme da seguire per affrontare in sicurezza il ritorno di alunni e professori negli istituti scolastici.   Iniziamo dalle mascherine: quali sono gli obblighi per studenti e docenti? In base alle disposizioni del CTS le mascherine vanno indossate all’interno della scuola e si possono togliere solo in classe quando è garantito un metro di distanza tra compagni e due metri tra studenti e professore.  La mascherina va quindi indossata negli spostamenti, all'entrata e all'uscita da scuola, quando ci si reca in bagno e in mensa.   Qual è la mascherina più sicura da usare? Gli esperti adesso raccomandano l’utilizzo delle mascherine, le più sicure, certificate come dispositivi medici, indispensabili per ridurre la circolazione del virus. Dello stesso parere anche Luca Richeldi, Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio del Policlinico Gemelli e componente del Comitato tecnico scientifico che al Ilfattoquotidiano.it conferma che la tipologia migliore di mascherina da far usare ai bambini è la mascherina chirurgica.  A confermare il parere di Richeldi anche lo studio del National Institute for Public Health and the Environment olandese. In base alle ricerche il grado di protezione delle maschere variava in base alla tipologia della maschera e all’età. Nei bambini tra i 5 e gli 11 anni, le maschere chirurgiche forniscono il doppio della protezione rispetto alle maschere in tessuto.    In caso di specifici dubbi è sempre comunque consigliabile rivolgersi al proprio medico curante.   Come scegliere una mascherina chirurgica sicura per la scuola? Affinchè le mascherine chirurgiche siano sicure è importante che siano certificate e che vengano utilizzate correttamente, rispettando le regole di  ricambio periodico o l’attenzione al contatto con la parte esterna.    Mascherina Sicura è prodotta da Confru S.r.l., azienda Italiana specializzata nella produzione di mascherine chirurgiche di elevata qualità e sicurezza.  Le mascherina chirurgiche Sicura sono prodotte in Italia. Il dispositivo è monouso tre strati a fascia con elastici auricolari, non sterile, in tessuto non tessuto TNT trilaminato in polipropilene con rifiniture termosaldate e privo di fibre di vetro.   Mascherina Sicura è un prodotto marcato CE secondo la Direttiva 93/42/CEE relativa ai dispositivi medici.   Ricordiamo infine che l’uso delle mascherine è uno degli strumenti per prevenire la trasmissione del coronavirus ma deve necessariamente essere associato alla corretta e frequente igiene delle mani con l’ausilio di gel idroalcolici e al distanziamento fisico.   ACQUISTA ORA LA TUA MASCHERINA SICURA    

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Varianti coronavirus, l'allarme

09 Gennaio 2021

Con il proliferare di nuove varianti del coronavirus, la lotta al contagio diventa ancora più dura. Finora non ci sono prove scientifiche che il Sars-CoV-2, mutando, sia diventato più letale, ma è certo che sia diventato più resistente e contagioso: lo dimostrano, ad esempio, i casi della variante sudafricana e di quella inglese. «Covid, la carica virale aumenta con l'età»: i risultati del nuovo studio In Europa e in Italia la variante britannica del coronavirus ha già iniziato a diffondersi ed è questa una delle spiegazioni al boom di contagi durante la seconda ondata, che hanno interessato anche quei paesi, come la Germania, che all'inizio della pandemia avevano fronteggiato in maniera ottimale l'emergenza. Mutando, il virus è diventato molto più contagioso e resistente ai dispositivi di protezione individuale, tra cui le mascherine. E proprio sotto questo aspetto, dalla Francia, arriva un allarme. A diffonderlo è il ministro francese della Salute, Olivier Véran, che in un'intervista alla radio France Inter ha sconsigliato l'utilizzo di mascherine che garantiscono un filtraggio inferiore al 90%. Di quali si tratta? In estrema sintesi, della maggior parte di quelle artigianali in stoffa, che garantiscono un filtraggio pari solo al 70% delle particelle di tre micrometri. «Le uniche mascherine che raccomandiamo di fronte alle varianti del virus sono quelle chirurgiche e le FFP2» - ha spiegato il ministro francese della salute - «Qui in Francia la situazione dei contagi relativi alle nuove varianti del virus è decisamente migliore rispetto a quella dei nostri vicini europei, ma abbiamo ancora un tasso di contagio troppo alto per allentare le restrizioni. Il coprifuoco alle 18 resta in vigore su tutto il territorio nazionale e non è escluso il rischio di dover imporre il terzo lockdown dall'inizio dell'emergenza». Di fronte alle varianti del virus, quindi, è bene utilizzare almeno una mascherina chirurgica. Se poi ci si trova a lungo in luoghi chiusi o sui mezzi pubblici, è fortemente raccomandato utilizzare le mascherine FFP2, più performanti rispetto alle chirurgiche. Anche per questo motivo, ad esempio, in alcune zone della Germania, come la Baviera, è scattato l'obbligo di indossare una FFP2 per entrare nei negozi o per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico.

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Test rapidi antigenici in farmacia, accordi anche in Puglia e Lombardia

02 Febbraio 2021

Si amplia il fronte delle Regioni che offrono la possibilità di effettuare i test rapidi antigenici antiCovid nella farmacie di comunità. Ieri si sono aggiunte all’elenco la Lombardia e la Puglia, dove è stata raggiunta l’intesa tra Regione e sigle delle farmacie convenzionate territoriali. Visualizza immagine di origineIn Lombardia, la vicepresidente della Regione Letizia Moratti (nella foto), che ha la delega del Welfare, ha definito l’accordo con Federfarma Lombardia, Assofarm/Conservizi Lombardia e la Federazione regionale degli Ordini dei Farmacisti.”un importante contributo al contrasto della pandemia e e un ulteriore esempio di collaborazione tra gli attori in campo in questa lotta”. “Ribadisco quanto è importante il ruolo che le farmacie svolgono anche in qualità di farmacia dei servizi” ha aggiunto Moratti. “L’obiettivo dell’accordo risponde all’esigenza di aumentare la capacità di testing nello screening della popolazione asintomatica su tutto il territorio regionale, ampliando la fruibilità e l’accessibilità al test antigenico ai cittadini, sia in ambito Ssr (in particolari popolazioni) che in ambito privatistico/extra Ssr”. Le modalità operative del servizio saranno definite con successiva delibera. La Regione riconoscerà alle farmacie 12 euro (iva esclusa) per ogni test rapido effettuato. Un compenso comprensivo dei costi per l’approvvigionamento dei materiali di consumo, dei dispositivi di protezione individuale e della remunerazione del servizio. La spesa viene imputata al capitolo attività istituzionali delle Ats e Asst per il 2021, che ha una dotazione fino a 1.197,5 milioni di euro, di cui fino a 116,7 milioni di euro destinate alle attività di prevenzione legate al Piano nazionale vaccini, tamponi Covid e screening oncologici. “Controllo, prevenzione e collaborazione devono continuare a rappresentare dei punti chiave nel contrasto al virus” ha concluso Moratti. “L’obiettivo che ci proponiamo è di fare quanto prima possibile ritorno a una ‘vita normale’ e alla ripresa delle attività quotidiane che abbiamo per troppo tempo sospese”. Anche la Giunta della Regione Puglia ha approvato l’accordo regionale che riguarda l’esecuzione in farmacia di test antigenici rapidi (mediante prelievo di tampone per la rilevazione qualitativa dell’antigene Sars-CoV-19 aventi marcatura Ce-Ivd) su persone che non appartengono a categorie a rischio, per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse, e non siano “contatto di caso sospetto”. Gli oneri del test, spiega una nota della Regione, saranno a totale carico del richiedente, a un costo che non potrà superare i 20 euro. L’iniziativa si è resa opportuna, spiega ancora la Regione, per assicurare agli assistiti che non appartengono a categorie a rischio la possibilità di potersi recare in tutte le farmacie convenzionate pubbliche e private per l’esecuzione del test antigenico rapidi. L’adesione da parte delle farmacie è in ogni caso solo su base volontaria. L’accordo sottoscritto da Regione Puglia con Federfarma, Assofarm e Ordini provinciali dei farmacisti, spiega in dieci punti gli obiettivi fondamentali, tra i quali: ♦ l’esecuzione dei test antigenici rapidi è ammessa solo per soggetti che non appartengano a categorie a rischio per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse e che non siano “contatto di caso sospetto” Covid-19, secondo le definizioni del Ministero della Salute; ♦ se il saggio antigenico eseguito in farmacie dovesse risultare negativo, non sarà necessario effettuare ulteriori approfondimenti; ♦ se il saggio dovesse risultare positivo si deve procedere alla conferma con test antigenico rapido di terza generazione o con test in biologia molecolare e, pertanto, tali casi dovranno essere presi in carico dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta; “L’adesione delle farmacie pubbliche e private convenzionate all’espletamento delle attività dell’Accordo” si legge ancora nella nota stampa della Regione “è prevista su base volontaria, previa registrazione sulla apposita sezione dedicata resa disponibile a tal fine sul Sistema informativo regionale Edotto, anche al fine di consentire l’espletamento delle eventuali verifiche, da parte delle Asl, in merito al possesso dei requisiti specifici” richiesti dall’accordo a garanzia del corretto espletamento del servizio. Per gli adempimenti connessi agli obblighi informativi nazionali e regionali, relativi al conferimento giornaliero dei dati sui soggetti e sui test eseguiti, le farmacie pubbliche e private convenzionate che aderiscono all’accordo dovranno essere profilate sul sistema informativo regionale “Giava-Covid-19”.

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Quando si usa la mascherina chirurgica

14 Settembre 2020

La mascherina chirurgica rappresenta un dispositivo monouso che ha lo scopo di agire come barriera per le gocce di saliva naturalmente emesse da un soggetto quando si parla, si tossisce o si starnutisce. La mascherina chirurgica è un presidio quindi utile a protegge le altre persone poiché impedisce alle secrezioni salivari e di raggiungere gli interlocutori e di depositarsi sulle superfici. Questo dispositivo è monouso: ha un’efficacia temporale limitata e va sostituito ogni 4 ore. Per essere veramente sicura la mascherina chirurgica deve riportare il marchio CE. La mascherina chirurgica SICURA è realizzata con 3 strati di tessuto non tessuto (TNT) impermeabile trilaminato in polipropilene con rifiniture termosaldate ed è dotata di elastici auricolari. La conformazione della mascherina consente di coprire naso, bocca e mento. Questo dispositivo ha un’efficacia temporale limitata, e va sostituito dopo 4 ore. Per essere veramente efficace il prodotto deve riportare il marchio CE secondo la Direttiva 93/42/CEE relativa ai dispositivi medici che garantisce l’efficacia nel contenimento delle secrezioni salivari e degli aerosol.    QUANDO SI CONSIGLIA L'USO DELLA MASCHERINA   La mascherina chirurgica nasce con l’obiettivo di proteggere gli individui in ambito sanitario, tuttavia se ne raccomanda l’uso: • per ridurre il rischio di diffusione dI infezioni, in particolare in situazioni epidemiche o pandemiche. • in tutti i luoghi chiusi o aperti quando non è possibile rispettare un adeguato distanziamento sociale • quando si presentano i sintomi di raffreddore o influenza e non è possibile evitare contatti con altri soggetti • quando si presta assistenza ad una persona di famiglia affetta da patologie mediche • quando lo impone la normativa ministeriale o un DPCM   Mascherina Sicura può essere acquistata online in box da 50, 150 o 500 e più mascherine. Confru S.r.l. garantisce la consegna in 24/48h con corriere privato. ACQUISTA ORA LA TUA MASCHERINA

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