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Mascherina Si...Cura FFP2 Bianca

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Mascherina Si..Cura FFP2

DESTINAZIONE D'USO
Da utilizzate solo per i pazienti e per altre persone per ridurre il rischio di diffusione delle infezioni, in particolare in situazioni epidemiche o pandemiche. Le maschere di tipo I non sono destinate all'uso da parte di operatori sanitari in sala operatoria o in altre attività mediche con requisiti simili.

MODALITÁ E PRECAUZIONI DI IMPIEGO
Lavare accuratamente le mani con un disinfettante a base di alcool. Controllare l'integrità dell'involucro e non usare la mascherina in caso di danneggiamenti. Estrarre la mascherina prendendola per gli elastici e posizionarli dietro le orecchie. Premere con le dita il bordo rigido superiore accuratamente intorno al setto nasale. Assicurarsi di coprire bene naso e bocca.
Non toccare la mascherina durante l'uso, non lavare o riutilizzare dopo l'uso.

MODALITÁ DI CONSERVAZIONE
Conservare in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore intense, umidità estreme, polvere, agenti inquinanti.

MODALITÁ DI SMALTIMENTO
Smaltire nei contenitori dei rifiuti solidi se la mascherina non risulta contaminata con sostanze. In caso di contaminazione, la mascherina dovrà essere smaltita negli appositi contenitori dei rifiuti biologici o chimici.
Controindicazioni e avvertenze: una volta indossata e utilizzata, la maschera chirurgica non può essere riutilizzata.


CERTIFICAZIONI

Prodotto marcato CE secondo la Direttiva 93/42/CEE relativa ai dispositivi medici.
Prodotto conforme agli standard UNI EN 149:2001 e A1:2009.
Azienda certificata UNI ISO 9001:2015.
Category III. EN 149:2001+A1:2009 class FFP2 NR
Marchio CE registrato sul portale del  MINISTERO DELLA SALUTE  nr 2233

 

Il dispositivo è così composto ;
5 strati
- TNT (strato 1) + foam in PP (strato 2) + Filtro ad assorbimento elettrostatico (strato 3),TNT (strato 4),PP (strato 5)
- Clip flessibile sul naso per far aderire perfettamente la maschera al viso e garantire cosi' la protezione dagli agenti patogeni.

- cordino elastico

  - stringinaso

 

Proprietà

Efficienza di filtrazione batterica ≥ 98%

Pressione differenziale media ≥ 12,5 Pa

Imballaggio primario

Mascherine imbustate singolarmente in box da 10 pezzi.

Acconsento al trattamento dei miei dati per le finalitá di cui ai punti a) e b) dell'informativa

Ultime news

Test rapidi antigenici in farmacia, accordi anche in Puglia e Lombardia

Si amplia il fronte delle Regioni che offrono la possibilità di effettuare i test rapidi antigenici antiCovid nella farmacie di comunità. Ieri si sono aggiunte all’elenco la Lombardia e la Puglia, dove è stata raggiunta l’intesa tra Regione e sigle delle farmacie convenzionate territoriali. Visualizza immagine di origineIn Lombardia, la vicepresidente della Regione Letizia Moratti (nella foto), che ha la delega del Welfare, ha definito l’accordo con Federfarma Lombardia, Assofarm/Conservizi Lombardia e la Federazione regionale degli Ordini dei Farmacisti.”un importante contributo al contrasto della pandemia e e un ulteriore esempio di collaborazione tra gli attori in campo in questa lotta”. “Ribadisco quanto è importante il ruolo che le farmacie svolgono anche in qualità di farmacia dei servizi” ha aggiunto Moratti. “L’obiettivo dell’accordo risponde all’esigenza di aumentare la capacità di testing nello screening della popolazione asintomatica su tutto il territorio regionale, ampliando la fruibilità e l’accessibilità al test antigenico ai cittadini, sia in ambito Ssr (in particolari popolazioni) che in ambito privatistico/extra Ssr”. Le modalità operative del servizio saranno definite con successiva delibera. La Regione riconoscerà alle farmacie 12 euro (iva esclusa) per ogni test rapido effettuato. Un compenso comprensivo dei costi per l’approvvigionamento dei materiali di consumo, dei dispositivi di protezione individuale e della remunerazione del servizio. La spesa viene imputata al capitolo attività istituzionali delle Ats e Asst per il 2021, che ha una dotazione fino a 1.197,5 milioni di euro, di cui fino a 116,7 milioni di euro destinate alle attività di prevenzione legate al Piano nazionale vaccini, tamponi Covid e screening oncologici. “Controllo, prevenzione e collaborazione devono continuare a rappresentare dei punti chiave nel contrasto al virus” ha concluso Moratti. “L’obiettivo che ci proponiamo è di fare quanto prima possibile ritorno a una ‘vita normale’ e alla ripresa delle attività quotidiane che abbiamo per troppo tempo sospese”. Anche la Giunta della Regione Puglia ha approvato l’accordo regionale che riguarda l’esecuzione in farmacia di test antigenici rapidi (mediante prelievo di tampone per la rilevazione qualitativa dell’antigene Sars-CoV-19 aventi marcatura Ce-Ivd) su persone che non appartengono a categorie a rischio, per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse, e non siano “contatto di caso sospetto”. Gli oneri del test, spiega una nota della Regione, saranno a totale carico del richiedente, a un costo che non potrà superare i 20 euro. L’iniziativa si è resa opportuna, spiega ancora la Regione, per assicurare agli assistiti che non appartengono a categorie a rischio la possibilità di potersi recare in tutte le farmacie convenzionate pubbliche e private per l’esecuzione del test antigenico rapidi. L’adesione da parte delle farmacie è in ogni caso solo su base volontaria. L’accordo sottoscritto da Regione Puglia con Federfarma, Assofarm e Ordini provinciali dei farmacisti, spiega in dieci punti gli obiettivi fondamentali, tra i quali: ♦ l’esecuzione dei test antigenici rapidi è ammessa solo per soggetti che non appartengano a categorie a rischio per esposizione lavorativa o per frequenza di comunità chiuse e che non siano “contatto di caso sospetto” Covid-19, secondo le definizioni del Ministero della Salute; ♦ se il saggio antigenico eseguito in farmacie dovesse risultare negativo, non sarà necessario effettuare ulteriori approfondimenti; ♦ se il saggio dovesse risultare positivo si deve procedere alla conferma con test antigenico rapido di terza generazione o con test in biologia molecolare e, pertanto, tali casi dovranno essere presi in carico dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta; “L’adesione delle farmacie pubbliche e private convenzionate all’espletamento delle attività dell’Accordo” si legge ancora nella nota stampa della Regione “è prevista su base volontaria, previa registrazione sulla apposita sezione dedicata resa disponibile a tal fine sul Sistema informativo regionale Edotto, anche al fine di consentire l’espletamento delle eventuali verifiche, da parte delle Asl, in merito al possesso dei requisiti specifici” richiesti dall’accordo a garanzia del corretto espletamento del servizio. Per gli adempimenti connessi agli obblighi informativi nazionali e regionali, relativi al conferimento giornaliero dei dati sui soggetti e sui test eseguiti, le farmacie pubbliche e private convenzionate che aderiscono all’accordo dovranno essere profilate sul sistema informativo regionale “Giava-Covid-19”.

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CORONAVIRUS Covid, circolare ministero Salute su test antigenici rapidi

Firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, la circolare "Aggiornamento della definizione di caso COVID-19 e strategie di testing" che sottolinea come i test antigenici di ultima generazione "sembrino mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR " (test molecolari) specie se utilizzati entro la prima settimana di infezione, e sulla base dei dati al momento disponibili risultano essere una valida alternativa alla RT-PCR.Qualora le condizioni cliniche del paziente mostrino delle discordanze con il test di ultima generazione la RT-PCR rimane comunque il gold standard per la conferma di Covid-19". La circolare sottolinea che "qualora sia necessario adottare con estrema rapidità misure di sanità pubblica può essere considerato l'uso dei test antigenici rapidi in individui con sintomi compatibili con COVID-19 nei seguenti contesti: situazioni ad alta prevalenza, per testare i casi possibili/probabili; focolai confermati tramite RT-PCR, per testare i contatti sintomatici, facilitare l'individuazione precoce di ulteriori casi nell'ambito del tracciamento dei contatti e dell'indagine sui focolai; comunità chiuse (carceri, centri di accoglienza, etc.) ed ambienti di lavoro per testare le persone sintomatiche quando sia già stato confermato un caso con RT-PCR; in contesti sanitari e socioassistenziali/sociosanitari, o per il triage di pazienti/residenti sintomatici al momento dell'accesso alla struttura o per la diagnosi precoce in operatori sintomatici"."I tempi di lettura dell'esame sono brevi, ma la sensibilità e specificità dei test di prima e seconda generazione tendono ad essere inferiori a quelli del test molecolare e variano sensibilmente in funzione del momento di prelievo del campione - chiarisce la circolare -. Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in RT-PCR non siano disponibile, o i tempi di risposta siano eccessivi, precludendone l'utilità clinica e/o di salute pubblica, si raccomanda il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano i seguenti requisiti minimi di performance: =80% di sensibilità e =97% di specificità". "Il test antigenico rapido (preferibilmente test antigenici a lettura fluorescente o ancor meglio test basati su immunofluorescenza con lettura in microfluidica) va eseguito il più presto possibile e in ogni caso entro cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi. In caso di eventuale risultato negativo il test deve essere ripetuto con metodica RT-PCR o con un secondo test antigenico rapido a distanza di 2-4 giorni. Anche a seguito di un primo risultato negativo e in attesa del secondo test, restano tuttavia valide le misure previste per la durata ed il termine dell'isolamento e della quarantena".

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Varianti coronavirus, l'allarme

Con il proliferare di nuove varianti del coronavirus, la lotta al contagio diventa ancora più dura. Finora non ci sono prove scientifiche che il Sars-CoV-2, mutando, sia diventato più letale, ma è certo che sia diventato più resistente e contagioso: lo dimostrano, ad esempio, i casi della variante sudafricana e di quella inglese. «Covid, la carica virale aumenta con l'età»: i risultati del nuovo studio In Europa e in Italia la variante britannica del coronavirus ha già iniziato a diffondersi ed è questa una delle spiegazioni al boom di contagi durante la seconda ondata, che hanno interessato anche quei paesi, come la Germania, che all'inizio della pandemia avevano fronteggiato in maniera ottimale l'emergenza. Mutando, il virus è diventato molto più contagioso e resistente ai dispositivi di protezione individuale, tra cui le mascherine. E proprio sotto questo aspetto, dalla Francia, arriva un allarme. A diffonderlo è il ministro francese della Salute, Olivier Véran, che in un'intervista alla radio France Inter ha sconsigliato l'utilizzo di mascherine che garantiscono un filtraggio inferiore al 90%. Di quali si tratta? In estrema sintesi, della maggior parte di quelle artigianali in stoffa, che garantiscono un filtraggio pari solo al 70% delle particelle di tre micrometri. «Le uniche mascherine che raccomandiamo di fronte alle varianti del virus sono quelle chirurgiche e le FFP2» - ha spiegato il ministro francese della salute - «Qui in Francia la situazione dei contagi relativi alle nuove varianti del virus è decisamente migliore rispetto a quella dei nostri vicini europei, ma abbiamo ancora un tasso di contagio troppo alto per allentare le restrizioni. Il coprifuoco alle 18 resta in vigore su tutto il territorio nazionale e non è escluso il rischio di dover imporre il terzo lockdown dall'inizio dell'emergenza». Di fronte alle varianti del virus, quindi, è bene utilizzare almeno una mascherina chirurgica. Se poi ci si trova a lungo in luoghi chiusi o sui mezzi pubblici, è fortemente raccomandato utilizzare le mascherine FFP2, più performanti rispetto alle chirurgiche. Anche per questo motivo, ad esempio, in alcune zone della Germania, come la Baviera, è scattato l'obbligo di indossare una FFP2 per entrare nei negozi o per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico.

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