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Mascherina Chirurgica Baby - Pocket

15,00 € 0,38 a pezzo

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Il Pocket è una confezione che può essere usata anche come porta mascherine. L'astuccio Pocket contiene 2 mascherine in una confezione estremamente pratica per la scuola.

Mascherina chirurgica monouso Tipo 1 Baby tre strati a fascia con elastici auricolari, non sterile, in tessuto non tessuto TNT trilaminato in polipropilene con rifiniture termosaldate e privo di fibre di vetro. Soffice, inodore, non irritante, design confotevole e privo di lattice, con filtro ad elevata efficienza e buona permeabilità all’aria.
 

DIMENSIONI

Lunghezza: 175 mm

Larghezza: 95 mm
 

DESTINAZIONE D'USO
Da utilizzate solo per i pazienti e per altre persone per ridurre il rischio  di diffusione  delle infezioni, in particolare in situazioni epidemiche o pandemiche. Le  maschere di  tipo I non sono destinate all'uso da parte di operatori sanitari in sala operatoria o  in  altre attività mediche con requisiti simili.

MODALITÁ E PRECAUZIONI DI IMPIEGO
Lavare accuratamente le mani con un disinfettante a base di alcool. Controllare l'integrità dell'involucro e non usare la mascherina in caso di danneggiamenti. Estrarre la mascherina prendendola per gli elastici e posizionarli dietro le orecchie. Premere con le dita il bordo rigido superiore accuratamente intorno al setto nasale. Assicurarsi di coprire bene naso e bocca.
Non toccare la mascherina durante l'uso, non lavare o riutilizzare dopo l'uso.

MODALITÁ DI CONSERVAZIONE

Conservare in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore intense, umidità estreme, polvere, agenti inquinanti. 
 

MODALITÁ DI SMALTIMENTO

Smaltire nei contenitori dei rifiuti solidi se la mascherina non risulta contaminata con sostanze. In caso di contaminazione, la mascherina dovrà essere smaltita negli appositi contenitori dei rifiuti biologici o chimici.
Controindicazioni e avvertenze: una volta indossata e utilizzata, la maschera chirurgica non può essere riutilizzata.
 

CERTIFICAZIONI

Prodotto marcato CE secondo la Direttiva 93/42/CEE relativa ai dispositivi medici.
Prodotto conforme agli standard UNI EN 14683:2019 e UNI EN ISO 10993-1:2010.
Azienda certificata UNI ISO 9001:2015.
Autorizzazioni I.S.S.  parere  FAVOREVOLE  ALLA  PRODUZIONE,  COMMERCIALIZZAZIONE  ED UTILIZZO Prot. 22876/COV-DM-D42.
Marchio CE registrato sul portale del  MINISTERO DELLA SALUTE  nr. 1984064 del 06.08.2020

La mascherina chirurgica monouso è così composta:

- strato esterno: TNT spun bond che conferisce resistenza e proprietà idrofoba

- starto intermedio: TNT melt blown (costituito da microfibre di diametro 1-3 micron) che svolge funzione filtrante

- strato interno: TNT spun bond che protegge la cute dallo strato filtrante

- cordino elastico

  - stringinaso

 

Proprietà

Efficienza di filtrazione batterica ≥ 95%

Pressione differenziale media ≥ 12,5 Pa

Maschera di Tipo I come indicato dalla UNI EN 14683:2019

Acconsento al trattamento dei miei dati per le finalitá di cui ai punti a) e b) dell'informativa

Ultime news

CORONAVIRUS Covid, circolare ministero Salute su test antigenici rapidi

Firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, la circolare "Aggiornamento della definizione di caso COVID-19 e strategie di testing" che sottolinea come i test antigenici di ultima generazione "sembrino mostrare risultati sovrapponibili ai saggi di RT-PCR " (test molecolari) specie se utilizzati entro la prima settimana di infezione, e sulla base dei dati al momento disponibili risultano essere una valida alternativa alla RT-PCR.Qualora le condizioni cliniche del paziente mostrino delle discordanze con il test di ultima generazione la RT-PCR rimane comunque il gold standard per la conferma di Covid-19". La circolare sottolinea che "qualora sia necessario adottare con estrema rapidità misure di sanità pubblica può essere considerato l'uso dei test antigenici rapidi in individui con sintomi compatibili con COVID-19 nei seguenti contesti: situazioni ad alta prevalenza, per testare i casi possibili/probabili; focolai confermati tramite RT-PCR, per testare i contatti sintomatici, facilitare l'individuazione precoce di ulteriori casi nell'ambito del tracciamento dei contatti e dell'indagine sui focolai; comunità chiuse (carceri, centri di accoglienza, etc.) ed ambienti di lavoro per testare le persone sintomatiche quando sia già stato confermato un caso con RT-PCR; in contesti sanitari e socioassistenziali/sociosanitari, o per il triage di pazienti/residenti sintomatici al momento dell'accesso alla struttura o per la diagnosi precoce in operatori sintomatici"."I tempi di lettura dell'esame sono brevi, ma la sensibilità e specificità dei test di prima e seconda generazione tendono ad essere inferiori a quelli del test molecolare e variano sensibilmente in funzione del momento di prelievo del campione - chiarisce la circolare -. Nei casi in cui saggi antigenici rapidi di ultima generazione o test molecolare in RT-PCR non siano disponibile, o i tempi di risposta siano eccessivi, precludendone l'utilità clinica e/o di salute pubblica, si raccomanda il ricorso a test antigenici rapidi che abbiano i seguenti requisiti minimi di performance: =80% di sensibilità e =97% di specificità". "Il test antigenico rapido (preferibilmente test antigenici a lettura fluorescente o ancor meglio test basati su immunofluorescenza con lettura in microfluidica) va eseguito il più presto possibile e in ogni caso entro cinque giorni dall'insorgenza dei sintomi. In caso di eventuale risultato negativo il test deve essere ripetuto con metodica RT-PCR o con un secondo test antigenico rapido a distanza di 2-4 giorni. Anche a seguito di un primo risultato negativo e in attesa del secondo test, restano tuttavia valide le misure previste per la durata ed il termine dell'isolamento e della quarantena".

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Varianti coronavirus, l'allarme

Con il proliferare di nuove varianti del coronavirus, la lotta al contagio diventa ancora più dura. Finora non ci sono prove scientifiche che il Sars-CoV-2, mutando, sia diventato più letale, ma è certo che sia diventato più resistente e contagioso: lo dimostrano, ad esempio, i casi della variante sudafricana e di quella inglese. «Covid, la carica virale aumenta con l'età»: i risultati del nuovo studio In Europa e in Italia la variante britannica del coronavirus ha già iniziato a diffondersi ed è questa una delle spiegazioni al boom di contagi durante la seconda ondata, che hanno interessato anche quei paesi, come la Germania, che all'inizio della pandemia avevano fronteggiato in maniera ottimale l'emergenza. Mutando, il virus è diventato molto più contagioso e resistente ai dispositivi di protezione individuale, tra cui le mascherine. E proprio sotto questo aspetto, dalla Francia, arriva un allarme. A diffonderlo è il ministro francese della Salute, Olivier Véran, che in un'intervista alla radio France Inter ha sconsigliato l'utilizzo di mascherine che garantiscono un filtraggio inferiore al 90%. Di quali si tratta? In estrema sintesi, della maggior parte di quelle artigianali in stoffa, che garantiscono un filtraggio pari solo al 70% delle particelle di tre micrometri. «Le uniche mascherine che raccomandiamo di fronte alle varianti del virus sono quelle chirurgiche e le FFP2» - ha spiegato il ministro francese della salute - «Qui in Francia la situazione dei contagi relativi alle nuove varianti del virus è decisamente migliore rispetto a quella dei nostri vicini europei, ma abbiamo ancora un tasso di contagio troppo alto per allentare le restrizioni. Il coprifuoco alle 18 resta in vigore su tutto il territorio nazionale e non è escluso il rischio di dover imporre il terzo lockdown dall'inizio dell'emergenza». Di fronte alle varianti del virus, quindi, è bene utilizzare almeno una mascherina chirurgica. Se poi ci si trova a lungo in luoghi chiusi o sui mezzi pubblici, è fortemente raccomandato utilizzare le mascherine FFP2, più performanti rispetto alle chirurgiche. Anche per questo motivo, ad esempio, in alcune zone della Germania, come la Baviera, è scattato l'obbligo di indossare una FFP2 per entrare nei negozi o per utilizzare i mezzi di trasporto pubblico.

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Azienda dona mascherine e 1000 tamponi rapidi al Comune di Molfetta

Giovedì 10, alle ore 10, nella sede comunale di Lama Scotella, nel corso di una breve cerimonia, i rappresentanti della ditta Consfru, produttrice di mascherine chirurgiche certificate, con il marchio Sicura, e distributrice di dispositivi medici doneranno al Comune, 10mila mascherine chirurgiche (6.000 per adulto, 2.000 per bambina e 2.000 per bambino) e 1.000 tamponi rapidi. Interverranno il consigliere comunale delegato all'emergenza Covid, Pasquale Mancini, l'assessore all'igiene, vice presidente nazionale della Rete italiana Città Sane Oms, Ottavio Balducci, e l'assessore alla protezione civile e sicurezza, Antonio Ancona. Nel corso dell'incontro, aperto alla stampa, tra le altre cose, saranno anche illustrate le modalità di distribuzione delle mascherine.

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